IL SOSPETTO




Il film – danese-svedese - ha fatto il suo corso quattro anni fa, premiato a Cannes per il protagonista (Mads Mikkelsen) e altrove con una vera batteria di Palmarès. E’ ambientato in una piccola comunità molto maschile, fatto di uomini rudi che si divertono a cacciare i cervi e bere birra. Ma ci troviamo in un asilo d’infanzia, fra bimbi che giocano in cortile e adorano il loro istitutore simpatico e giocherellone.
Per colpa di una bugia ripetuta da una piccolissima che si è sentita offesa perchè rimproverata dal suo amatissimo tutore e amico di famiglia, bugia ispirata da alcune immagini sessuali carpite dalla tv, si scatena “il sospetto”. Un po’ stupidamente la direttrice dell’asilo mette in giro la voce che l’uomo possa aver “dato fastidio” alla bambina. E sotto l’immediata virulenze delle madri alla ricerca ossessiva di conferme, il sospetto diviene certezza: l’uomo è vittima di un minaccioso e ostile ostracismo che non risparmia neanche suo figlio. La comunità lo bandisce, lo rigetta sino a diventare violenta nei suoi confronti. Vane le sue disperate difese. Sarà un processo lungo e terribile. La resurrezione è lenta e torturata. Solo un anno dopo questi fatti troviamo la comunità apparentemente pacificata perché le accuse si sono dimostrate del tutto infondate. Ma pacificata a che punto? Nell'ultima scena del film Lucas è mancato per un soffio da un colpo di fucile esploso da una sagoma indefinita in lontananza. 
Scritta, prodotta e diretta da Thomas Vinterberg, la vicenda, raccontata con una sobrietà esemplare, senza coinvolgere i piccoli attori in scene imbarazzanti, mostra sconvolgenti analogie con quella che si verificò anni fa a Rignano Flaminio, nei pressi di Roma, quando per colpa di alcune madri mitomani alcune persone perfettamente innocue e per bene subirono per troppo tempo sospetti accuse e processi. Dimostrazione che anche nel nostro presente – e non solo nei paesi nordici fra le piccole comunità di “uomini duri” – possono verificarsi episodi da vera e propria caccia alle streghe.

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