Sogno o son desto?
Solo una mente disastrata – nella fattispecie quella di Cristopher Nolan sceneggiatore e regista del pluripremiato “Inception” – può aver creato una storia ingarbugliata e cervellotica come questa, che assembla e distrugge materiali sufficienti per almeno quattro o cinque film diversi.
Solo una mente disastrata – nella fattispecie quella di Cristopher Nolan sceneggiatore e regista del pluripremiato “Inception” – può aver creato una storia ingarbugliata e cervellotica come questa, che assembla e distrugge materiali sufficienti per almeno quattro o cinque film diversi.
Tentiamo di tradurre: un certo signore
esperto nel penetrare negli altrui subconsci per "estrarre" segreti
dalle menti delle persone mentre queste stanno dormendo e in grado di
approfittare degli stati di sonno altrui, per insufflarci particolari
idee e tensioni, cade vittima di un potente magnate giapponese che,
avendo provato a suo danno le capacità dell’uomo, lo assume con ricatto
per tentare di “deviare” le spinte programmatiche del giovane rampollo
del suo concorrente.
Sembra facile, ma bisogna stabilire una sorta di
coincidenza fra i sogni del malcapitato e quelli della squadra di
disturbatori, ognuno dei quali, in modo autonomo ma coordinato, possa
penetrare in quelli della vittima. L’operazione viene messa in atto
durante un viaggio aereo e le varie avventure sognate avranno precisi
punti di coincidenza, quali gli scontri, le difficoltà, eccetera. A
monte e a valle della storia c’è poi il problema di come fare a
distinguere le storie sognate da quelle vissute, in breve il sogno dalla
realtà. L’espediente utile è quello di afferrarsi ad un micro-oggetto
reale – tipo la trottolina che è la incombente metafora di tutto il film
– che possa indicarci lo spartiacque.
Detta così sembra quasi facile.
Ma dentro questa storia ce ne sono poi altre: come la tenera storia
d’amore fra il protagonista e la moglie defunta – suicida per non aver
saputo distinguere i due piani – e reincontrata solo nel sogno. Fatto
sta che il film alterna una serie di avventure sognate e concomitanti:
veri e propri film nel film, film d’azione dei quali – per dirla alla
romana – “nun ce ne po’ fregà de meno”, proprio perché li sappiamo
sognati. Tanto materiale disperso in un procedere cervellotico,
frantumato come ogni sogno che si rispetti ma privo di una qualsiasi
logica, neppure di quella della fantasia.
Un turbinio di mezzi, di
effetti speciali, di location mirabolanti colte in sei diversi paesi,
con un cast stellare a disposizione (da Di Caprio alla Cotillard, a
Ellen Page, alla illustre comparsata di Michael Caine) che evidentemente
è riuscitio a stordire critici e spettatori se il film ha una lista di
palmarès che somiglia a un elenco telefonico.
A me ha provocato un prepotente invito al sonno, quello vero stavolta.
A me ha provocato un prepotente invito al sonno, quello vero stavolta.
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