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Anche senza leggere le sigle – a proposito vi siete accorti che ora ogni
film è preceduto da almeno tre sigle ? – ci si accorge subito che certi
film hanno un’aura di freschezza e di improvvisazione, magari un po’
approssimata, che le grosse produzioni di serie A non hanno. Ai film
cosiddetti indipendenti è consentito non dico sperimentare ma almeno
saggiare volti nuovi, trovare ambiti diversi, raccontare in maniera più
distesa, ricca di svolte non necessarie,
prendersi pause e respiri.
E il caso di questo film fresco di giornata
(2017), dal titolo chilometrico che narra di Ruth, assistente infermiera
un po’ depressa, ragazza solitaria, trasandata solitaria e zitella in
ispirito che vive sola nutrendosi di romanzi fantasy e birra, che
reagisce a un furto casalingo trovando un’impensabile solidarietà nel
giovane vicino di casa, proprio l’individuo che le infesta i pochi metri
di giardino con le cacche del suo cane.
Opera prima dell’attore Macon
Blair - che lo ha anche scritto - il film alterna toni da black comedy
ad altri un po’ paradossali , un po’ thriller e un po’ commedia. Attori
giovani e competenti e comprimari bravi e anche simpatici,. Il budget
basso evidentemente aiuta a far camminare la fantasia, e non solo negli
USA.
Ma ci vogliono anche idee e “saperci fare”. Come in questo caso.
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