San Valentino non perdona!
Bob Odenkirk ha una storia curiosa: buona carriera alle spalle come sceneggiatore – anche il mitico “Saturday night live” nel suo carniere - e inventore-conduttore di programmi, poi con la serie “Breaking Bad”, dove interpreta l’avvocato azzeccagarbugli e fanfarone, nonché, come si suol dire, rotto a tutto, “sfonda alla grande” e il suo personaggio è di quelli che si fanno ricordare. Pago del successo ma non domo si produce in un prequel che racconta l’educazione sentimentale del nostro avvocato: “Better call Saul”, due serie già diffuse, abbastanza divertenti, e terza già annunciata.
Bob Odenkirk ha una storia curiosa: buona carriera alle spalle come sceneggiatore – anche il mitico “Saturday night live” nel suo carniere - e inventore-conduttore di programmi, poi con la serie “Breaking Bad”, dove interpreta l’avvocato azzeccagarbugli e fanfarone, nonché, come si suol dire, rotto a tutto, “sfonda alla grande” e il suo personaggio è di quelli che si fanno ricordare. Pago del successo ma non domo si produce in un prequel che racconta l’educazione sentimentale del nostro avvocato: “Better call Saul”, due serie già diffuse, abbastanza divertenti, e terza già annunciata.
Netflix ora si presenta con un film ambizioso, prodotto da lui
stesso e targato 2017, “La festa delle fidanzate”, su uno scrittore
disoccupato, esperto in bigliettini d’auguri sanvalentiniani che,
invischiato in un complotto omicida, per uscirne vivo deve creare il
biglietto augurale perfetto. Incompreso, un po’ cialtrone ma senza la
sua solita verve comico-grottesca, il personaggio di Bob Odenkirk si
aggira fra malavitosi e bigliettini rosa portando a spasso per settanta
minuti una faccia costantemente funerea con un’espressione che non
cambia mai.
Un film che – sulla carta, forse – vorrebbe essere un
“grottesco” ma non lo è. La storia, in realtà un po’ futile, non scatta e
non si capisce se la confezione voglia essere patinata ad uso dei
critici o sia semplicemente e volontariamente trasandata. Insomma se non
un infortunio certo una battuta d’arresto nella storia dell’avvocato
cialtrone che ci aveva fatto – e che si spera ci farà – sinceramente
divertire.
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